Il complotto dei genitori

A meno che io non rimbambisca e non mi associ al comune complotto per insegnare ai figli che i genitori sono migliori di loro, a mio figlio insegnerò a non rispettare nulla solo in base all’anzianità, ma a rispettare solo ciò che gli sembra degno di rispetto.

(cit. Francis Scott Fitzgerald)

via Testipensanti

Il saggio e lo stupido

Il cuore dello stupido è nella sua bocca, ma la bocca del saggio è nel suo cuore.

(cit. Benjamin Franklin)

Cos’è l’amore?

Ci sono tanti generi di amori quanti cuori.

(cit. Anna Karenina)

Crisi nel lavoro? Anche colpa di chi il lavoro lo deve offrire.

Lo ammetto, è un bel po’ che non scrivo. Che non condivido la mia quotidianità con voi. Oggi, però, vorrei rendervi partecipi di una mia esperienza lavorativa e della mia successiva riflessione. Questo un passaggio introduttivo, il resto lo trovate su MarketingArena

La fru­stra­zione è tanta e se la disoc­cu­pa­zione gio­va­nile ha rag­giunto il 40%, per quanto mi riguarda l’atteggiamento di chi dovrebbe essere una guida, un esem­pio e offrire sup­porto è causa dell’attuale dia­spora quasi quanto lo è la crisi eco­no­mica. Vor­rei spie­garmi con un’esperienza personale.

Voi, cosa ne pensate?

Pensare, fa male

A volte anche il pensare danneggia la salute.

(cit. Aristotele)

Cambiamento

Non riesco a cambiare.

Ho paura a cambiare.

La rivincita delle mamme: il valore aggiunto dell’imperfezione

Io mi chiamo Chiara, ho un marito, due figli, un lavoro che mi piace, una casa.

Qual è la mia attività principale? Correre. […] Corro per essere una brava madre, una buona moglie, una persona affidabile nel lavoro e anche un po’ per cercare di esistere per conto mio.

Corro tanto, ma non ce la faccio mai. Sono una mamma che non ce la fa a fare tutto. Il che fa di me una mamma non proprio perfetta”.

(cit. Chiara, I puntata di Una mamma imperfetta)

Come madre, moglie e professionista, Chiara si sente inconcludente, incapace, inadeguata, sconfitta. Il suo leitmotiv è il senso di colpa. Per essere andata a prendere in ritardo i figli a scuola, per aver lasciato i piatti da lavare, per non aver cucinato e stirato, per non aver pagato in tempo le bollette, per non aver fatto il cambio degli armadi. Per, per, per. Per tutto.

Non ha soldi per fare analisi, così, decide di registrare un video-diario dove racconta la sua quotidianità e quella di Claudia, Marta e Irene, le tre amiche-madri-nonproprioperfette, con cui condivide i suoi (in)successi.

Mamma imperfetta

Una mamma imperfetta è una web serie (25 puntate da 8 minuti circa), scritta e diretta da Ivan Cotroneo, in onda tutti i giorni su video.corriere.it e che, il settembre prossimo, arriverà su Rai2.

Ironica e smaliziata, la serie prova a rovesciare – finalmente – lo stereotipo della mamma-casalinga perfetta, facendo diventare perfezione ciò che, ancora oggi, perfezione non è.

D’altra parte, sappiamo che per modificare un modello sociale radicato è necessario cambiare la nostra dieta di pubblicità, film, libri e canzoni: tutti prodotti che propinano rappresentazioni di donna, uomo, casalinga, mamma, figli, di rapporti sociali tra moglie e marito, tra datore e dipendente a cui, inconsciamente, aderiamo.

Una mamma imperfetta va nella giusta direzione. Un passo importante per cambiarci o, per lo meno, iniziare a farci accettare quello che la maggior parte di noi donne, inevitabilmente, è o sarà.

Come fa?

Semplice. Puntata dopo puntata, mette in atto una graduale normalizzazione di tutti quei comportamenti quotidiani di donne-madri-mogli giudicati inadeguati.

Obiettivo finale è la creazione di un soggetto collettivo tra Chiara, un Io che parla guardando in camera, e un Voi che sta guardando, ovvero le spettatrici al di qua dello schermo, che si sentono, così, parte di una stessa realtà, di uno stesso stato d’animo. Progressivamente, quindi, la serie riesce a costruire un Noi-mamme imperfette, che siamo perfette proprio perché siamo così come siamo.

E riesce nell’impresa, perché…finisci di leggere il mio articolo qui su Semiobo.it

Perdonami se ti cerco così

Perdonami se ti cerco cosí

goffamente, dentro

di te.

Perdonami il dolore, qualche volta.

È che da te voglio estrarre

il tuo migliore tu.

Quello che non vedesti e che io vedo,

immerso nel tuo fondo, preziosissimo.

E afferrarlo

e tenerlo in alto come trattiene

l’albero l’ultima luce

che gli viene dal sole.

E allora tu

verresti a cercarlo, in alto.

Per raggiungerlo

alzata su di te, come ti voglio,

sfiorando appena il tuo passato

con le punte rosate dei tuoi piedi,

tutto il corpo in tensione d’ascesa

da te a te.

E allora al mio amore risponda

la creatura nuova.

(di Pedro Salinas)

Sentirsi spesso fuori posto

[…] Quando la vita ci costringe al ruolo di pesci fuor d’acqua, a volte non resta che annaspare e sperare in qualche vasca da bagno dove tuffarsi al più presto.

via Sonostorie

Raggiungere la felicità

Per essere felici ci vuole coraggio.

(cit. K. Blixen)

C’era una volta

Non abbiamo bisogno di liste di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, abbiamo bisogno di libri.

“Non devi” è presto dimenticato. “C’era una volta” durerà per sempre”.

(cit. P. Pullman)

3 anni fa, una notte…

[…] Sono in quella domenica pomeriggio seduta di fronte a lui. Mi sforzo di svestire la mia anima per mostrargli la mia fragilità.

Ma i momenti non coincidono.

Noi non coincidiamo e ognuno si abbandona all’errore di continuare a essere chi era prima.

(da Glory11 del 22 ottobre 2010, ore 00.03)

A volte Facebook fa qualche piccolo regalo.

Ho ritrovato un po’ di Note che avevo pubblicato con alcuni post del mio vecchio blog. Tre anni della mia vita.

Rileggendo sento ancora il dolore di quei momenti. Erano giorni in cui riuscivo a svelare l’anima.

Omofobia, in una parola

Odio la parola omofobia. Non è una fobia. Tu non sei spaventato. Sei stronzo
(cit. Morgan Freeman)

Neolaureato con esperienza

Che cos’è l’esperienza?

E’ la somma di tutte le vorte che te la sei pijata ‘nder culo!

(cit. Gianfranco Funari)

Schiena dritta e sguardo avanti

Non conosciamo mai la nostra altezza
Finché non siamo chiamati ad alzarci.
E se siamo fedeli al nostro compito
Arriva al cielo la nostra statura.
L’eroismo che allora recitiamo
Sarebbe quotidiano, se noi stessi
Non c’incurvassimo di centimetri e centimetri
per paura di essere re.

(E. Dickinson)

via Prof 2.0